A Fardella, scopri il fascino di un borgo ricco di leggende, dove la Casa De Donato racconta storie antiche
Fardella non è solo un punto sulla mappa della Basilicata, ma una storia che ti aspetta. Adagiato a 756 metri sul livello del mare, Fardella si trova in una zona collinare che affascina per la sua posizione privilegiata, da cui si possono ammirare panorami straordinari del Pollino e delle valli circostanti.
La storia di Fardella affonda le sue radici in epoche lontane e affascinanti. Le origini di Fardella sono avvolte nel mistero, ma una cosa è certa: il paese ha una storia che risale a secoli fa, testimoniata da numerosi monumenti e tracce del passato.
Fardella, infatti, fu un insediamento fortificato durante il periodo normanno e successivamente divenne feudo della Contea di Chiaromonte sotto i Sanseverino.
La famiglia Sanseverino, tra cui il principe Luigi, che sposò la principessa Maria Fardella, ha legato il proprio nome a questo borgo che, con il passare dei secoli, è stato testimone di numerosi eventi storici. Il palazzo dei De Salvo, costruito nel Cinquecento, rappresenta uno dei punti di interesse storico di Fardella, così come la Chiesa Madre di Sant’Antonio di Padova, risalente al 1703 e ricostruita due volte a causa del cedimento del terreno.
Questi edifici raccontano di un passato che è ancora palpabile mentre cammini per le vie del paese. Un altro edificio di grande valore storico e architettonico è la Casa De Donato, simbolo dell’architettura del paese. La sua facciata a arcate è unica nel territorio e rappresenta l’elemento distintivo dell’architettura di Fardella.
Questo palazzo signorile, costruito probabilmente nel XVIII secolo, è stato poi trasformato in edificio funzionale per la custodia di animali.
L’imponente struttura si sviluppa su due piani e un sottotetto e presenta un’architettura caratterizzata da quattro arcate poggianti su pilastri ottagonali, che un tempo erano decorate.
Sebbene la documentazione storica sia scarsa, la Casa De Donato è un vero e proprio simbolo dell’evoluzione architettonica di Fardella. La casa comunemente conosciuta come “A Cas I Filumen”, oggi ridotta a rudere, è un esempio di architettura rurale tipica.
La sua struttura in pietra, con un piano terra adibito a stalla e magazzino e un primo piano che fungeva da abitazione, racconta la vita contadina di un tempo. La tipica scala a profferlo e il tetto a falda sono ancora visibili e ci permettono di immaginare com’era la vita quotidiana per gli abitanti di Fardella nei secoli passati.
Fardella è anche un luogo che sa come incantare con la sua natura. Il paese è circondato da boschi ricchi di vegetazione come il bosco di Serra Cerrosa e quello di Mesole, entrambi ideali per passeggiate e trekking.
Serra Cerrosa, il punto più alto del comune, è a 930 metri sul livello del mare e offre uno dei panorami più spettacolari. Da qui si può ammirare tutta la vallata sottostante, con il fiume Sinni che scorre a mezzogiorno e il torrente Cannalia a nord-est.
Camminare tra i sentieri del bosco ti permette di scoprire specie vegetali rare come l’orchidea di Provenza e l’iperico, insieme ad una fauna ricca di lepri, faine, cervi e caprioli. Il sito archeologico di Castrovetere è un altro pezzo del puzzle storico di Fardella, con i resti di un antico centro fortificato che si affaccia sulla confluenza del torrente Cotura nel fiume Sinni.
Qui sono stati ritrovati monete e armi, segno della sua importanza strategica. Il toponimo “Castrum” suggerisce un centro fortificato, e la leggenda popolare racconta che questo luogo fosse un paese abbandonato per via di un’invasione di formiche. Un racconto che aggiunge un tocco di mistero alla bellezza selvaggia del territorio.
Non possiamo dimenticare gli aspetti gastronomici del luogo. La cucina di Fardella è un richiamo ai sapori antichi della tradizione lucana, con piatti tipici come i fusilli, i rascatelli e una varietà di salumi. Il tutto viene accompagnato da un vino rosso che racchiude nei suoi profumi e sapori l’essenza della terra che lo produce.
La sua natura incontaminata, la sua storia ricca di leggende, i suoi monumenti e le sue tradizioni culinarie sono un invito a scoprire la bellezza nascosta della Basilicata.




